Attenzione alle chiacchiere in bici!

Stasera, al telefono con mia mamma:

A (io): “Domani, se tutto va bene, vado a fare il giro del lago d’Iseo in bici”.

O (mia mamma) : “Stai attenta…mi raccomando!!”

A: “Attenta a cosa???”

O: “No.. hem…è che ti ho vista una volta che passavi col rosso…”

A: “Mamma, ma cosa stai dicendo? Io non passo mai col rosso e poi, quando mi avresti vista?”

O: “Una mattina, in piazzale Arnaldo. Ero in coda al semaforo e ho visto benissimo che sei passata col rosso e volevo morire dalla paura”.

A: “Ma no, mamma! Ho capito a cosa ti riferisci! Quando vedo che a destra e a sinistra è appena diventato rosso, parto un nanosecondo prima che il semaforo diventi verde, per non essere spianata dalle auto in partenza, mentre sto agganciando le pedaline. Tranquilla! Comunque, scusa mamma…io ieri ho aperto un blog sulla bici, ti ho mandato il link. Potresti anche leggerlo!!”

O: “Io ho iniziato a leggerlo, ma sto male!

A: “In che senso, scusa?”

O: “Leggo che fai quelle cose lì e io ho paura!”

A: “Ma che blog hai letto? Quali cose? Cosa stai dicendo?”

O: “Ho letto che vai per quelle stradine…coi sassi…e poi che chiacchieri quando sei in bici! E io ho paura. Metti che se chiacchieri ti tirano sotto!”.

Ora, per fare uno esempio a caso di com’è sempre stata mia mamma..…quindici anni fa, in Nuova Zelanda, feci rafting  sulla cascata  Kaituna, che pare essere la più alta al mondo per il rafting commerciale, pur sapendo nuotare solo a rana (ma una di quelle rane super impedite!) e pochi giorni dopo mi buttai col paracadute, in tandem,  da 4600 metri, dopo avere avuto un corso di preparazione di forse, e dico forse, 3 minuti e mezzo, lanciandomi con i sandali ai piedi e senza casco sulla testa. Quando dall’altro capo della terra, chiamai mia mamma per raccontarle tutto ciò, lei era completamente esaltata per me. “Avrei tanto voluto fare anche io delle esperienze così emozionanti!” aggiunse.

Oggi, invece, è terrorizzata dalla possibilità che io schiatti perché “chiacchiero” quando sono in bicicletta.

La domanda ora sorge spontanea: è lei che è diventata improvvisamente una mamma apprensiva oppure ritiene che io, col tempo,  mi sia rincoglionita?

2 thoughts on “Attenzione alle chiacchiere in bici!

  1. Sono la persona meno sportiva sulla faccia della terra e forse dell’universo. Non ci conosciamo di persona, ma ci siamo incontrate virtualmente e mi fai una simpatia, che la metà basta. Non metterò probabilmente mai piede su una bicicletta, la mia eco-coscienza mi rimbrotta, ma di sicuro non lo farò MAI per sport! Eppure, eppure, non mi posso perdere il tuo blog! Mentre io filosofeggio, tu pedali. Mi piace pensare che “ci vuol tutto per fare un mondo”, come dicono i francofoni. Particolarmente, persone diverse eppur simili, con la voglia di contribuire, con la voglia di vivere e condividere. Brava. Simpatica. Avanti così, e pedala un po’ anche per me!!

    • Serena, grazie!!!!!!!!!!!!!! Mi credi se ti dico che nemmeno io sono sportiva inside? Ogni volta che mi alzo e so che andrò in bicicletta, penso che piuttosto mi farei pestare. Questa mattina, in particolar modo, dopo aver dormito 2 ore e mezza, nel cercare, ancora in pieno rincoglionimento, di centrare l’occhio per infilare le lenti a contatto, pensavo “Ma chi me lo fa fare?!?!”. Poi, vestita da Barbamamma, sono scesa in garage, ho visto la mia bici, e, passando la mano sulla sella, l’HO SALUTATA! ti rendi conto? Io, Ari, nel pieno delle mie facoltà mentali (o così pare) HO DATO IL BUONGIORNO ALLA MIA BICICLETTA!! Non è per amore per lo sport, è amore per la bici. E per me stessa. Andare in bicicletta è, almeno per me, un viaggio quotidiano dentro me stessa, una scoperta che si rinnova ad ogni uscita. In bicicletta hai tempo per pensare, da sola, circondata dalla natura. Non sempre i pensieri sono positivi, (soprattutto quando tuo marito è davanti a te e non sai se abbia curvato a destra o a sinistra, senza essersi assicurato che tu fossi ancora “in scia”…) e allora per un’inezia, ti incazzi a morte perché, appunto, hai tempo di pensare a tutte le altre piccole cose che ti danno ai nervi…hai tempo, però, anche di scacciare questi pensieri…basta osservare il volo di un gabbiano, una montagna lontana che, magari in piena estate, ha ancora la cima imbiancata…in bici incontri tanti altri ciclisti, che senza mai averti vista prima, si prendono la briga di salutarti e magari anche di augurarti una buona pedalata. E ogni ciclista in cui ti imbatti non sai da dove provenga, quanti chilometri abbia “nelle gambe”, non sai da dove sia partito e nemmeno dove stia andando, ma sai che in quel nanosecondo stai condividendo con lui un pezzettino di strada della vita. Se ci pensi, nella bicicletta c’è molta più filosofia di quanto uno possa immaginare. Se ti capita, leggi “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert M.Pirsig. non è la bici, ma il concetto è il medesimo.
      E poi, dai, nel posto meraviglioso dove vivi tu, NON PUOI NON ANDARE IN BICI!!! 🙂 Grazie ancora per le tue parole…e intanto che tu deciderai se andare un giorno in bici, pedalerò anche un po’ per te! Grazie ancora!

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