60 km di gioia e un PS per mio marito

percorso bici -171013(English version here)

L’altra sera sono andata a dormire con un desiderio pazzesco di andare in bici. Solitamente al mattino, con la stessa intensità, trovo qualsiasi scusa perché questo desiderio svanisca. Invece ieri mattina, mi sono svegliata alle 7 meno dieci arzillissima, nonostante la mia bambina piccola, come al solito non ci avesse lasciato dormire, e in men che non si dica ero pronta per uscire con la mia bici.

Ho preparato la mia bambina grande per la scuola e siamo partite. Lei a piedi e io con la mia Pinarello Dogma 2 e con lo zaino di scuola delle Winx sulle spalle.

Arrivata a scuola, mia figlia ha voluto che , dal portone, aspettassi che salisse in classe con tutti i suoi compagni, per mandarle il bacio. Mi sentivo leggerissimamente a disagio, tra gli altri genitori vestiti in modo consono, e io con la mia tutina fasciante che non nasconde, anzi esalta, ogni cm2 di grasso, ma alla fine ho pensato “machemmefrega?” e così sono rimasta sul portone di entrata, tenendo la bici in piedi per il manubrio, con le mie scarpe coi tacchetti, il casco e gli occhiali da sole…la nota positiva è che nonostante il mio aspetto, i bambini non si sono spaventati! Anzi, mi sembrano divertiti!

Poi sono partita per un giretto in solitaria ed è stato bellissimo.

gavardinaMi rendo conto che sembro ripetitiva. Nel senso che ogni qual volta io scriva circa un mio giro in bici, dico che è stato bellissimo. Ma davvero è così! Ci sono uscite che non mi esaltano, tipo quella sul lago d’Iseo, ma in linea di massima, potrei fare lo stesso percorso 100 volte e ogni singola volta scoprirei qualcosa di nuovo, non necessariamente intorno a me, magari anche dentro di me. E mentre pedalo, sorrido. Poi mi rendo conto che sto sorridendo e allora mi scappa una risata. Sì, lo riconosco, sembro pazza, ma se non andate in bici, non potete capire…

mulino

Mentre percorro la Gavardina, io saluto gli alberi, il fiume e via dicendo (mi fermo qui, perché capisco che sembro pazza) e, come ho avuto già modo di scrivere, io mi sento ricambiata.

Naviglio Grande di BresciaIncontro, nella mia direzione e in quella opposta, altri “pedalatori” del mattino, di diverse specie…anziani che nonostante l’età sono ancora sulla bici da corsa e che, di norma, ci rimangono malissimo se li superi e a costo di un colpo apoplettico, ti DEVONO ri-superare per dimostrare a se stessi di farcela ancora.. nonni che usano la ciclabile per far fare la passeggiatina ai nipotini in carrozzella e che ogni tre passi si fermano per controllare se il bambino stia bene…signore di una certa età che fanno il jogging mattutino e che chiacchierano fitto fitto tra di loro…coppie di stranieri che fanno cicloturismo e hanno le bici, immagino strapesanti, stracolme di bagagli e ciononostante sembrano sempre felici e soddisfatti…e tutti, bene o male, si scambiano un cenno di saluto, un fugace cenno del capo, un formale “buongiorno” o, più spesso, un “ciao”.   E’ un saluto che non costa niente, e che fa piacere. O per lo meno a me fa molto piacere. Tutte le volte che mi capita, ho come l’impressione di essere in un non luogo parallelo al mondo “normale”, dove tutti sono gentili, dove anche se per un nanosecondo, tutti sono amici.

Come ho scritto sulla mia pagina di Facebook, la bici fa davvero bene, al cuore e all’anima.

PS per mio marito: come puoi vedere nel giro del ritorno da Gavardo a casa ho fatto una media per me altissima. SAPPI CHE FOSS’NCHE TRA 5 ANNI, PRIMA O POI RIUSCIRO’ A FARE I TUOI TEMPI! Intanto…sto in scia.

laps

La versione di mio marito

(english version here)

LA BICI CON MIO MARITO
(SECONDO MIO MARITO)

I 5 pilastri della saggezza:

   1) Se c’è una bella ragazza in bici, stai sicuro che sta pedalando nella direzione opposta.
(“bella ragazza” non è esattamente il termine da lui utilizzato)

2)      Il ciclista non è solubile in acqua.
(va da sé che questo significa che si esce anche quando piove)

3)      La differenza sta nel manico
(questa non l’ho ancora capita)

                                     4) Se stai faticando e un altro ciclista ti passa accanto e ti saluta, tu tira fuori tutto il fiato che hai e saluta fingendo di essere in pianura, anzi in discesa.
(per quanto mi riguarda, io, nell’incertezza, sto zitta, perché solitamente sto morendo)

5)  Non preoccuparti, dopo la curva spiana
(Preferisco non commentare…)

Le 5 raccomandazioni a me:

1)      Stai in scia.

2)      Stai in scia

3)      Stai in scia

4)      Stai in scia

5)      Stai in scia

(e io, NON sto in scia)

I 5 divieti di mio marito (a me, s’intende) :

 1)      Non si chiede mai “secondo te sta per piovere?”

2)      Non si parla

3)      Non si risponde al telefono

4)      Non ci si ferma a parlare con nessuno, anche se ti chiedono indicazioni

5)      Non si chiedono indicazioni

Le 5 frasi evergreen, che non mancano ad OGNI uscita:

1) stai usando un rapporto troppo lungo: accorcia.
(risposta: “così??” E immancabilmente sbaglio a cambiare marcia)

2) ammirando il panorama mozzafiato “Ma in che posto stupendo ti ho portata?”
(non fa niente se il percorso l’ho deciso io)

3) Si gira, guarda dietro, verso di me e mi chiede: “Tutto ok, amore?”
(poi si rigira senza aspettare la risposta)

4)   Dopo la curva spiana.
(lo so, l’ho già scritto, ma questa frase è il mio incubo)

5) tornati a casa dopo 100km  “bella la sgambatina di oggi!”
(sgambatina???? io sono DISTRUTTA!!!)

Ciclabile Vello-Toline

“il marito” sulla bellissima ciclabile Vello-Toline. (non ero in scia…)